| La pedagogia antiautoritaria
DELLA SCUOLA*
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Oltre a esprimere la mia condivisione per le coraggiose considerazioni di alcuni suoi lettori relative alla mancata equipollenza tra gulag e lager e sulla pervicace volontà di indottrinamento all’interno delle istituzioni scolastiche, sento altresì la necessità di porre all’attenzione dei suoi lettori l’editoriale di Della Loggia sul Corsera,editoriale ampiamente condivisibile (come d’altra parte le riflessioni di Messori e Mathieu). Ebbene, al di là delle responsabilità politiche e sindacali (Pci, Arci, Cgil) nella omissione dei risvolti criminali del comunismo,non possiamo trascurare le responsabilità -altrettanto gravi -della stampa (l’Unità, Calendario del Popolo, Rinascita per esempio), degli istituti di cultura (o indottrinamento?) come quelli della resistenza o come l’Istituto Gramsci, e per concludere, della Università e della scuola superiore (soprattutto licei classici e scien tifici). Il diktat e l’egemonia comunista (e poi extra parlamentare) hanno arrecato un danno ingentissimo all’humus culturale del nostro paese e alla credibilità delle istituzioni formative. Resta ancora molto da fare soprattutto in direzione della storiografia resistenziale, di quella militare (monopolizzata da Rochat) ed infine di quella relativa al ’68. Ma -ne sono persuaso- cadranno anche questi bastioni come è caduto il muro di Berlino.
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Caro direttore,se da un lato non si puo’ che esprimere ancora una volta i il proprio apprezzamento nei confronti della Benemerita a proposito.- per esempio -.del recente arresto del vicesindaco di Velezzo Lomellina (accusata di spaccio `di stupefacenti insieme con il marito e con il figlio ventenne!),dall’altro lato non possiamo fare a meno di interrogarci sulla genesi pseudo- culturale dell’uso di stupefacenti (come l’ hashish).Sarebbe sufficiente rileggersi con `attenzione la letteratura underground degli anni Sessanta `e Settanta, per rendersi conto di come il consumo di stupefacenti sia stato (e sia) la diretta conseguenza di una mentalità deviata volta al disprezzo delle tradizioni e dei valori della nostra cultura. Un disprezzo che troppo spesso si è coniugato a quello verso le istituzioni (guardacaso soprattutto verso quelle militari), un disprezzo che ha trovato sfogo nelle istituzioni formative con la connivenza di docenti sedicenti progressisti.
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Sovente, per celare a se stessi e ai propri utenti, gli esiti fallimentari della propria attività di docente o di dirigente (o per depistare – ma vanamente – lo sguardo dell’osservatore disincantato), alcune istituzioni formative del nostro Paese si servono – impunemente – dei meriti -reali o presunti – dei propri discenti per farsi propaganda o si servono di nomi illustri della cultura accademica per narcotizzare la memoria di coloro che conoscono l’immenso squallore e l’inaudita povertà morale e intellettuale di molte-forse troppe- istituzioni formative.Per quanto abili possano essere i “prestigiatori”, una realtà mistificata (direbbeMarx dell’Ideologia tedesca) è destinata – presto o tardi – a venire meno mostrando il suo vero volto: quello di una dimensione formativa egemonizzata da minoranze fanatiche e intolleranti, da consorterie politico-malavitose che fanno della intimidazione e della delazione strumenti di uso ordinario o, infine, da patetici personaggi che si servono d iun’istituzione pubblica dalle elevate finalità educative (almeno sulla carta) per fini di carrierismo politico.E’ dunque doveroso rendere edotti i discenti su tali realta’ e spronarli a mantenersi lontani da tutte quelle istituzioni educative che abbruttiscono moralmente e lobotomizzano ideologicamente.
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Piu’ volte abbiamo avuto modo di denunciare-senza orpelli retorici-le nefaste implicazioni della sistematica politicizzazione delle istituzioni formative.A conferma di questa osservazione,sia sufficiente porre l’attenzione sulla impressionante sequela di occupazione di scuole superiori-guardacaso licei scientifici e classici-verificatesi a Bergamo e a Roma,occupazioni che hanno indotto doverosamente alcuni dirigenti o a fare ricorso alla denuncia penale o all’uso della forza repressiva allo scopo di contenere e sedare la furia iconoclastica e devastatrice determinata da gruppi scolastici estremistici federati in collettivi a loro volta strettamente congiunti ad associazioni sovversive.Intendiamoci:colui che osserva la realta’ scolastica con sguardo dsincantato non puo’ oramai provare ne’ sconcerto ne’ sorprsa di fronte alla quotidiana desolazione della scuola,soprattutto alla luce della propria esperienza e della saggistica relativa al ’68 e al ‘.’77.Ad ogni modo,sarebbe auspicabile -da parte del MIUR-attrbuire maggiori poteri sanzionatori al corpo docente e al dirigente e progettare in stretto rapporto con gli INTERNI-la possibilita’ di realizzare- presso i csa- un apposito ufficio diretto da funzionari della pubblica sicurezza,allo scopo di coordinare le numerose informative in possesso delle forze dell’ordine e delle procure onde prevenire l’insorgere dei prevedibili focolai. Naturalmente le proposte suddette potranno avere una concreta possibilita’ di realizzazione solo quando i dirigenti si preoccuperanno della serieta’ dei propri istituti e smetteranno quindi di servirsi della scuola per meschini fini di carrierismo politico.A costoro,non possiamo consigliare-tra un girotondo e un altro-di imboccare la via d’uscita:quella della scuola naturalmente.D’altronde-chi ha la ventura di praticare la ‘nobile’ professione del docente,non puo’ che provare una infinita tristezza e pena di fronte ad una istituzione come quella scolastica.Il buonismo pseudopedagogico di sedicenti esperti-congiunto a quello di qualche sventurato docente o genitore,i numerosi progetti di riforma ministeriali volti a ridurre lo spazio di autonomia del singolo docente,la lottizzazione politico-sindacale,la convinzione-da parte di qualche dirigente e provveditore-di essere al di sopra della legislazione civile e penale,l’eccesso di liberta’ concesso per statuto ai discenti-statuto che sarebbe meglio smantellare-sono alcune delle cause del declino della scuola.Quanto alle inchieste ministeriali,volte a certificare la credibilita’ educativa di una istituzione formativa,la loro vericita’ e’ paragonabile a quella della fisica aristotelica comparata a quella di Newton e Laplace.
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E’ arduo non rendere omaggio ad un docente e ad uomo di cultura quale fu VITTORIO ENZO ALFIERI .Fra il1972 e il 1978,Alfieri ebbe la capacita’ di individuare lucidamente alcune delle cause che avevano ed hanno determinato la perdita di credibilita’ dei licei e della scuola pubblica nella sua globalita’.Fra queste ad esempio la transizione dalla scuola rivoluzionaria alla scuola baraonda od anche la ridicola enfasi posta dai programmi ministeriali sulla interdisciplinarita’ curricolare,trasformatasi in superficialita’ e dilettantismo.E come trascurare la nefasta politicizzazione cagionata da docenti ideologizzati-ed impreparati-unitamente alla presenza di minoranze-col tempo divenute maggioranze-di discenti politicamente fanatici e ubriachi di parole vuote?Come non rilevare la tentacolare presenza di partiti e sindacati-alcuni prossimi alla eversione-e la trasformazione della politica in mobilitazione permanente-secondo il modello fascista e stalinista-o la costante volonta’ di strumentalizzazione?Come non denunciare la pratica delle autogestioni,veri e propri esempi di rottura della legalita’,ricercata da discenti e docenti e implicitamente avvallata dai provveditorati a loro volta lottizzati in modo capillare?Sventurata scuola dunque,ostaggio di pedagogisti cialtroni,di dirigenti e docenti che,tra un girotondo e un altro,meriterebbero di prendere la via dell’esilio possibilmente-visto le predilizioni politiche-verso la COREA DEL NORD o verso CUBA.
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Che l’educazione costituisca un compito arduo e’ indubbio.Ma proprio per questo comporta precise responsabilita’ sia di ordine morale che di ordine civile e penale.Vorremmo-a tale proposito- in qualita’ di docenti sottolineare il nostro stupore di fronte a colleghi che invece di educare allo studio dei classici educano allo studio dei classici della subcultura no global.Vorremmo che ai discenti non venissero somministrate
pillole di videocassette di storia contemporanea per evitare di spiegare in modo tradizionale.Vorremmo non venire a conoscenza di docenti che si rivolgono pesanti improperi nei consigli di classe per decidere le griglie di valutazione o di docenti della stessa disciplina che si diffamano reciprocamente o che, in cambio di determinate adozioni, acquistano con sconti favolosi libri specializzati.E che dire di coloro che assegnano verifiche scritte cosi’ di rado da avere pochissime valutazioni?Forse sono troppo impegnati in assemblee sindacali o in convegni per cambiare il mondo?Auspichiamo una maggiore dignita’ da parte di chi ha l’onere della educazione.
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Nella relazione sula politica informativa-primo semerstre 2004-,oltre ad indicare Milano quale epicentro dell’estremismo-m-l,anarchico e della autonomia-viene indicato il settore pubblico quale ambito sociale agevolmente strumentalizzabile da parte di attori politicamente estremistici che esasperano le principali vertenze contrattuali allo scopo di giungere allo scontro di classe(come fra l’atro era gia’ stato rilevato dall’ex comandante dell’ARMA nell’88 e dall’ex dirigente della DIGOS di ROMA,MARIO FASANO.).Accanto alle associazioni politiche che praticano la lotta armata e il sabotaggio,il sisde attesta la esistenza di una vasta aerea antagonista-segnatamente anti-imperialista e anrti-militarista-che pur rifiutando la lotta armata,ritiene la democrazia rapprresentativa un’istituzione da superare erodendola dall’interno.Un’area questa chje abbraccia il sindacalismo antagonista,i centri sociali,le principali radio alternative,periodici e quotidiani e un vasta arcipelago di associazioni.il settore pubblico-dalla scuola ai trasporti-rimane un ambito sensibile ai richiami dell’antagonismo e della propaganda armata.Quanto alle istituzioni formative superiori e universitarie non solo non costituiscono una eccezione ma-per certi versi-rappresentano un luogo privilegiato per l’incubazione e la elaborazione dei peggiori estremismi politici.D’altra parte e’ storicamnete acquisito che,soprattutto dal ’68 in poi,le numerose consorterie politiche comuniste ed extraparlamentari hanno scientamente lotizzato la scuola pubblica devastandola,finendo per soffocare qualsiasi dissenso di matrice liberale attraverso la sistematica denigrazione dell’avversario appresa o nelle scuole o nelle assemblee studentesche.Anche per riaffermare il diritto alla resistenza contro il totalitarismo, pervicacemente annidato nelle scuole pubbliche,e’ necessario educare i giovani al rispetto della verita’-mostarndo loro per esempio la sostanziale equidistanza tra comunismo cino-sovietico e nazifascismo- e alla demistificazione della storigrafia manipolata dagli istituti storici legati ai partiti comunisti.
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Promuovere lo studio del diritto internazionale puo’ indubbiamente rappresentare un notevole contributo alla crescita del sapere.Tuttavia e’ altrettanto necessario porre l’attenzione dei discenti sulle strumentalizzazioni ideologiche alle quali sono sottoposti il diritto internazionale e l’educazione ai diritti umani.Strumentalizzazioni operate da associazioni politiche culturali,da fantomatici coordinamenti della pace-sponsorizzati giornalisticamente da esponenti della estrema sinistra-o da istituti storici dalla inequivocabile matrice ideologica,le cui vere finalita’ sono quelle di indurre la gioventu’ al sistematico disprezzo di determinate istituzioni nazionali o sovranazionali.Allo scopo di attuare una scelta culturale il piu’ possibile equilibrata-e quindi lontana dalle interpretazioni ideolgizzate di ZOLO,FERRAJOLI,PONTARA,GALTUNG-sarebbe opportuno indirizzare i discenti allo studio dei classici del realismo politico quali MACHIAVELLI,GUICCIARDINI,VON CLAUSEWITZ per giungere ai contemporanei quali ARON,MORGENTHAU e MEARSHEIMER.
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I danni culturali determinati dalla pedagogia radicale sono stati di drammatica portata,contribuendo al declino delle istituzioni formative.Sorta anche dalle riflessioni-seppure frammentarie-di TOLSTOJ,GOODWIN e KROPOTKIN-ha trovato modo di contestualizzarsi,in ambito filosofico e psicoanalitico,solo nel novecento con REICH,MARCUSE,ALTHUSSER E FOUCAULT e di divenire oggetto di riflessione sistematica anche con CAPITINI,BORGHI,FACCHINELLI, e piu’ recentemente con BERNARDI,MASSA e il suo allievo MANTEGAZZA.Come e’ noto la pedagogia radicale sorta come strumento politico atto ora al logoramento delle istituzioni ora alla sovversione delle stesse per sostituirle con una societa’ senza stato e con istituzioni autogestite,ha trovato modo di concretizzarsi durante gli anni sessanta e settanta sia attraverso sbocchi eversivi sia attraverso l’autoeducazione collettiva e la deificazione della assemblea generale-tramutatasi in breve tempo in una istituzione autoritaria-sia,infine,attraverso la critica dissolutrice della autorita’ in quanto tale,critica che costrinse numerosi docenti a situazioni impossibili come ricordava ROMEO nel 1975A tale proposito,e’condivisibile la considerazione di Vittoria Ronchey secondo la quale coloro che hanno permesso che ad una societa’ accadesse questo ha colpe che nessun tribunale giudicherebbe con indulgenza.In ultima analisi,sarebbe opportuno coniugare strettamente etica e pedagogia per ritrovare un insieme di valori forti capaci di travalicare la devastante eredita’ di quel periodo e il nichilismo attuale,valorizzando quei giovani che alle parole d’ordine e agli stati d’animo collettivi sanno opporre la vigilanza dello spirito critico salvando la propria liberta’ interiore.
*Le seguenti lettere sono state pubblicate sul quotidiano “La Provincia” dal 2001 al 2005.
ALL’ATTENZIONE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO*
ALL’ATTENZIONE DEL DIPARTIMENTO DI STORIA E FILOSOFIA
In merito alla retorica celebrativa sulla resistenza e sul sessantotto e in relazione alla sempre piu’ diffusa presenza nelle istituzioni scolastiche della propaganda pacifista e antimilitarista in qualita di insegnante
di storia e filosofia mi corre l’obbligo di puntualizzare quanto segue:
1)collaborando da anni-attraverso pubblicazioni specialistiche- con ufficiali dello STATO MAGGIORE in servizio attivo in ambito NATO la mia partecipazione a progetti con una chiara connotazione ideologica sarebbe quanto mai imbarazzante ;
2)l’utilizzazione delle istituzioni formative a scopo di indottrinamento(in linguaggio militare si parlerebbe di guerra psicologica),manipolazione mentale,disinformazione e delazione costituisce indubbiamente un valido strumento per perpetuare l’egemonia culturale di determinate ideologie ma non rientra nelle mie finalità educative. Sulla resistenza le pagine di SOGNO e DE FELICE, la documentazione dell’OSS e del SOE hanno oramai chiarito da tempo gli scopi reali di una certa parte della resistenza;
3)anch’io, come MIGLIO , auspico la fine della esperienza degli istituti storici della resistenza per motivazioni che mi sembra superfluo evidenziare;
4)la necessita’ di sottolineare la drammatica centralita’ dell’olocausto da parte di determinate istituzioni scolastiche non puo’ essere separata dalla analoga centralita’ rivestita dagli stermini di massa perpetuati da LENIN, STALIN.MAO,POL POT .Se ciò si verifica e’ segno che si sta operando didatticamente in una direzione storicamente erronea perche’ unilaterale;
5)in merito ai pericoli di un nuovo fascismo-evocato per giustificare e legittimare nuove e vecchie forme di antagonismo politico- la mania di persecuzione costituisce purtroppo una delle forme di psicosi piu’ diffuse fra coloro che sono state vittime dell’indottrinamento settario di LC,POTOP,MOVIMENTO STUDENTESCO,AO o del vecchio PCI. Il nuovo antagonismo -studiato
dal SISDE italiano,dal DGSE francese,dall’FBI e soprattutto dalla RAND CORPORATION- costituisce il vero pericolo-insieme all’integralismo musulmano- per la stabilità delle oligarchie nazionali e sovranazionali;
6) in merito “agli eroici furori” del sessantotto e del movimento del settantasette la mia valutazione e’ analoga a quella di MONTANELLI,BETTIZA,ROMEO e ARON. Superfluo sottolineare la mia stima per la efficacia della LEGGE REALE,delle CARCERI SPECIALI e per le modalità operative di intelligence attuate dal GEN.DALLA CHIESA nei confronti di coloro che furono oggetto di vero e proprio culto da parte della massa operaia,di buona parte della massa studentesca- una parte della quale e’ divenuta massa-docente- e da parte di numerosi insegnanti della scuola superiore e delle universita’.Le istituzioni democratiche sono state difese-spesso a prezzo della vita-dai magistrati,dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni militari e non certo dagli intellettuali progressisti(quali NEGRI,ROSTAGNO,SCALZONE,GUATTARI, SARTRE etc) veri artefici del sabotaggio delle istituzioni;
7) in merito al pacifismo irenico condivido in toto le valutazioni – profondamente negative- di PANEBIANCO,LUTTWAK e ILARI (docente di Storia delle istituzioni militari alla CATTOLICA) e non intendo certo farmene portavoce presso i discenti. Machiavelli, Guicciardini e von Clausewitz -cioe’ il glorioso realismo politico europeo-sono degli ottimi antidoti a certe aberranti ideologie promosse dal Coordinamento della pace,da Pax Christi , dai Beati costruttori di pace e da organizzazioni analoghe italiane e non;
8)al contrario ritengo sia necessario dare una visione realistica dei processi storici ispirata ai lavori di MORGENTHAU(1904-1980)- Direttore del Centro studi
di politica estera di Chicago e consulente del Dipartimento di Stato e della Difesa e MEARSHEIMER (1947) Docente di Scienze politiche all’Università di Chicago e
codirettore del Programma sulla politica di sicurezza internazionale della stessa università,consulente del Coucil on Foreign Relations e collaboratore della Rand Corporation-
secondo i presupposti seguenti:
1)Le grandi potenze invariabilmente si temono e si contendono il potere allo scopo di massimizzarlo;2)le grandi potenze utilizzano la forza per alterare l’equilibrio di potenza;3)
la realtà internazionale è pervasa da una perpetua competizione;4)le grandi potenze colgono ogni opportunità per modificare a proprio favore la distribuzione del potere
mondiale;5)il sistema internazionale è privo di una autorità centrale perche’ sostanzialmente anarchico;5)gli stati hanno sempre una determinata capacità militare offensiva;6)
ogni stato non può mai essere sicuro sulle intenzioni di un altro stato;7)i sistemi multipolari sono più inclini alla guerra di quelli bipolari;8)le sorti di tuti gli stati sono determinate
principalmente dalle decisioni e dalle azioni di chi dispone delle maggiori capacità militari;9)gli stati sono i protagonisti della politica mondiale;10)le grandi potenze agiscono in
base alla stessa logica di conseguimento, mantenimento e ampliamento del potere;11)per i grandi stati sono i calcoli di potenza ad essere determinanti nelle scelte di politica
estera;12)gli stati hanno una illimitata brama di potere;13)il fine ultimo dello stato è conseguire l’egemonia sul sistema internazionale;14)le alleanze sono solo temporanei’
matrimoni ‘di interesse;14)gli obiettivi dello stato sono- in altri termini- la potenza,la prosperità economica,la promozione di una particolare ideologia,l’unificazione nazionale e
talvolta-sovente con fini strumentali-la promozione dei diritti umani;15)gli stati hanno un duplice potere:latente(socioeconomico) e militare;16)la potenza terrestre è la forma
dominante di potere militare nel mondo moderno secondo CLAUSEWITZ e JOMINI ma non secondo MAHAN E DOUHET.Di conseguenza si rende necessario integrare- nella
spiegazione della realtà internazionale- la componente terrestre con quella aereonavale onde evitare spiegazioni unilaterali.In definitiva,abbiamo cercato nel corso dell’anno di
evitare la retorica tipica dell’idealismo di matrice wilsoniana tenendo in debito conto gli ammonimenti dello storico CARR pionere del realimo politico nei paesi di lingua
anglosassone.Proprio per questa ragione è stata posta l’enfasi sulla dimensione militare nella sua articolazione sgombrando il campo da illusorie interpretazioni utopiche o da
strumentalizzazioni ideologiche 17)L’equilibrio nello scenario internazionale si consegue quando i costi e i rischi che corre un aggressore sono troppo elevati rispetto ai vantaggi
che puo’ sperare di conseguire 18)Pace e guerra sono due facce della stessa medaglia poichè giano bifronte domina la storia.La pace non è un concetto etico poichè consiste
nella assenza di conflitto che deriva dalla esistenza di un equilibrio delle forze19)Gli elementi di potenza di uno stato sono la dimensione geografica,le risorse naturali,il poten
ziale industriale,il potenziale militare,la popolazione,il carattere nazionale,il morale nazionale,la qualità della diplomazia e quella del governo.
*Lettera inviata ai dirigenti scolastici e ai dipartimenti di storia e filosofia comaschi
scuola liceo gagliano sessantotto
| inviato da prupitto il 2/7/2007 alle 20:29 | | 
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